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Motta Baluffi

La calata dei cinghiali

Problemi all'agricoltura. Davide Caleffi (Libera Associazione Agricoltori Cremonesi): "Abbiamo attivato la Provincia e la Regione. Va istituito un capitolo per i risarcimenti"

La calata dei cinghiali

MOTTA BALUFFI — Dopo le nutrie, a provocare problemi all’agricoltura ora sono arrivati i cinghiali, scesi dagli Appennini. Ne dà conferma il sindaco Giovanni Vacchelli(che ha segnalato la questione pubblicamente a Gussola): «Avendo ricevuto lamentele per il rumore di detonazioni notturne, ho scoperto che si trattava di dispositivi messi in funzione per allontanare i cinghiali, la cui presenza sta causando più di un problema alle coltivazioni». 

In effetti, come conferma Elvino Marca, che conosce bene la zona golenale, «alcuni cinghiali sono stati avvistati già lo scorso anno, ma ora la cosa sta diventando preoccupante. Se ne sono visti a gruppetti, fino a 12 esemplari insieme. Sono nelle zone di Motta ma anche di Scandolara e Gussola. Mangiano il mais appena seminato, nei primi dieci giorni. Ma c’è da immaginare che danni potranno provocare alle piante mature». 

Segue la vicenda anche il presidente della zona casalasca della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, Davide Caleffi: «Come associazione ci siamo già attivati a livello provinciale e regionale. Il cinghiale da noi non è cacciabile, in quanto specie protetta. Siamo, però, per un piano di contenimento e chiediamo venga istituito un capitolo per il risarcimento dei danni alle coltivazioni. La situazione va monitorata, anche per il problema della pericolosità, sia per gli amanti delle passeggiate in campagna che per la stessa viabilità». 

01 Giugno 2013