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Martedì 21 Agosto 2018

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Casalmaggiore

Morte di Umberto Chiarini, due medici a processo

Il giudice per l'udienza preliminare Salvini accoglie la richiesta di rinvio a giudizio per due dottori dell'ospedale Oglio Po

Morte di Umberto Chiarini, due medici a processo

Umberto Chiarini

CASALMAGGIORE — Il gup Guido Salvini ha accolto la richiesta del procuratore Roberto di Martino di rinviare a giudizio due medici dell’Oglio Po in relazione al decesso del professor Umberto Chiarini, storico ambientalista del Casalasco-Viadanese: si tratta del chirurgo in servizio al Pronto soccorso, Mimo Mantovani, e del cardiologo Mario Luigi Parrinello. Devono rispondere di omicidio colposo per la morte di Chiarini avvenuta il 16 luglio del 2011. L'insegnante in pensione aveva 66 anni e fu ucciso da un infarto, per l’accusa non diagnosticato. I familiari di Chiarini si sono costituiti parte civile con i legali Antonini e Somenzi, che si erano associati alla richiesta del pm. L'avvocato Paolo Antonini commenta: "E' stata accolta le nostra tesi sulla necessità di un approfondimento dibattimentale". Sulla stessa linea il difensore di Mantovani Gian Pietro Gennari (Parrinello si è affidato all'avvocato Diego Munafò): "In una vicenda così delicata e complessa l'approfondimento in aula si rende opportuno". Il processo si aprirà lunedì 14 ottobre.

Approfondimenti nell'edizione cartacea del giornale in edicola venerdì 21 giugno 


LA TAPPA PRECEDENTE

CASALMAGGIORE —  Si dovrà attendere giovedì 20 giugno per sapere se il giudice per l'udienza preliminare Guido Salvini accetterà o no la richiesta di rinvio a giudizio, presentata dal pubblico ministero Roberto Di Martino, per il medico del pronto soccorso dell’ospedale Oglio Po di Casalmaggiore Mimmo Mantovani e il cardiologo Mario Luigi Parrinello, assistiti rispettivamente dagli avvocati Gian Pietro Gennari e Diego Munafò, in relazione al decesso di Umberto Chiarini, noto ambientalista, stroncato da un infarto all'età di 66 anni il 16 giugno del 2011.

Nella tarda mattinata di giovedì 6 si è svolta l'udienza preliminare.

L’indagine era partita dalla querela dei famigliari del noto ambientalista, assistiti dall’avvocato Paolo Antonini di Casalmaggiore, e si era conclusa il 19 dicembre di quell’anno con la richiesta di rinvio a giudizio. I due medici sono accusati, in sostanza, di non aver diagnosticato a Chiarini un infarto in atto, "nonostante le risultanze del quadro clinico-strumentale e laboratoristico". Secondo i consulenti della procura, il quadro clinico del 13 giugno “era orientativo di un infarto in atto”. Per gli esperti, “una procedura terapeutica idonea avrebbe potuto, con elevata probabilità, modificare in modo significativo l’evoluzione clinica”. Di diverso avviso la difesa. I difensori Diego Munafò e Gian Pietro Gennari hanno chiesto il «non doversi procedere». Per Gennari, legale di Mantovani, «l’eventuale vaglio dibattimentale potrebbe essere utile a chiarire gli aspetti della vicenda».

Al giudice decidere ora come proseguire l'iter giudiziario.

Approfondimento sul giornale in edicola domenica 2 giugno

20 Giugno 2013