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Mercoledì 22 Agosto 2018

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Casalmaggiore

Lite (con pugni) per un bicchiere rotto al bar, udienza dal giudice di pace

In un altro caso pace fatta tra due contendenti dopo minacce telefoniche di morte e ingiurie

Lite (con pugni) per un bicchiere rotto al bar, udienza dal giudice di pace

CASALMAGGIORE - Tra le 18 udienze penali fissate lunedì davanti al Giudice di Pace Beatrice Ghillani, ad occupare più tempo è stata quella conclusiva: un caso per lesioni che vede come querelante A.C. di Casalmaggiore, assistito dall’avvocato Zambelloni, e imputato G.D.A., difeso dall’avvocato Priori. I fatti, avvenuti agli ex Laghetti Oasi di Martignana Po, risalgono al 26 novembre 2006. Ieri è stato sentito il teste dell’accusa, D.R.. Ha spiegato che il ricorrente «stava uscendo dal locale con un bicchiere in mano, che gli è caduto. L’imputato si è messo a urlare dicendo ‘mi devi pagare il bicchiere’ ed io mi sono offerto di pagare al posto di A.C.». G.D.A. «ha preso l’euro e poi ha dato un pugno al querelante, che è rimasto in piedi». Il pm Barbara Tagliafierro ha contestato la ricostruzione, difforme rispetto alle dichiarazioni rilasciate ai carabinieri pochi giorni dopo i fatti: «Lei disse che il querelante rovinò a terra e l’imputato continuava a colpirlo con pugni sulla testa». Il teste ha detto di ricordare solo che la parte offesa prese un pugno. «Io poi me ne andai a casa con l’auto di A.C., che volle restare lì». L’avvocato Priori ha osservato che il suo assistito «riportò a sua volta lesioni, per una prognosi superiore ai venti giorni». Il dibattimento continuerà a ottobre.

Si è conclusa invece con una stretta di mano la causa che vedeva il cittadino straniero M.B., difeso dall’avvocato Fabrizio Vappina, imputato per minacce e ingiurie, dopo la querela presentata da M.G. per un fatto avvenuto nel 2008. «Avevo avuto un incidente con un ciclista che attraversandomi all’improvviso la strada mi aveva sfasciato il parabrezza. In giudizio è infine stato riconosciuto che io non avevo alcuna colpa (tanto che il ciclista ha poi dovuto pagare sia i danni che tutte le spese legali, nda), ma nel corso di una telefonata legata a quei fatti l’imputato ha inveito contro di me minacciando di ammazzarmi. Sono disposto a ritirare la querela purché M.B. ammetta di aver detto quelle frasi e che si scusi per iscritto». L’imputato ha accolto le richieste. Da segnalare anche la irritazione di due querelanti per l’assenza degli imputati e per la procedura che ha previsto solo il rinvio dell’udienza anzichè l’accompagnamento coattivo in aula degli stessi.

17 Giugno 2013