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Mercoledì 14 Novembre 2018

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CASALMAGGIORE

Sala Lido all'asta, le minoranze aprono, ma non Ferroni

Incontro in municipio: 168mila euro la base d'asta, 122mila euro il costo preventivato per la messa a morma. La giunta assicura: non ci sono vincoli alla vendita, Listone e Lega Nord possibilisti se c'è la garanzia assoluta e per iscritto. Casalmaggiore per la libertà ribadisce il suo no

Sala Lido all'asta, le minoranze aprono, ma non Ferroni

Il vertice nella sala giunta del municipio

CASALMAGGIORE — La decisione dell’amministrazione comunale di alienare tramite asta pubblica la sala Lido Po continua ad animare il dibattito politico locale. Per fare il punto della situazione, in municipio si è tenuto un incontro tra maggioranza e minoranze, in vista del consiglio comunale di venerdì prossimo. Anche dopo questa riunione è emerso come non vi sia unanimità di vedute. «E’ stata l’occasione per chiarire tutti gli aspetti», dice il sindaco Claudio Silla. «Ci sono dei momenti, come questo che stiamo vivendo, in cui è necessario fare dei ragionamenti. Noi siamo partiti dal fatto che il Comune ha 129 immobili di proprietà. Alcuni servono per lo svolgimento di determinate funzioni, altri non risultano strategici e potrebbero essere ceduti generando un introito, come nel caso della sala Lido Po , il cui prezzo a base d’asta sarebbe di 168mila euro. Secondo la valutazione che abbiamo fatto fare all’ingegner Enrico Rossi, rimetterla a norma costerebbe 122mila euro, al netto del ribasso d’asta. Se partirà l’alienazione, la destinazione dei fondi ricavati consisterà nel rifacimento e nella sistemazione dei tetti delle scuole di Vicobellignano, Cappella e Vicomoscano». Il primo cittadino precisa che «il fatto di aver ottenuto dei finanziamenti in passato non può pregiudicare la vendita della sala ». Carlo Gardani, capogruppo del Listone, spiega di non essere contrario all’alienazione, «se per iscritto viene garantito che non ci sono vincoli, come ci è stato detto. Con alcuni paletti ben precisi potrei essere anche favorevole». Ad avviso di Gardani «andrebbe comunque fatta una disamina completa e approfondita da parte dell’ufficio tecnico di tutti gli immobili comunali, con una visione di prospettiva, per non trovarci ad esempio ad effettuare delle manutenzioni su edifici scolastici che magari non hanno un futuro». Filippo Bongiovanni della Lega Nord si dichiara «non pregiudizialmente contrario alla vendita, purché vi sia garanzia assoluta che la sala non è vincolata. Comunque, ci sono mille forme giuridiche alternative alla vendita per la concessione in uso a terzi». Resta su una posizione nettamente contraria all'operazione Orlando Ferroni di Casalmaggiore per la libertà che chiede di fare della sala un centro servizi per tutte le attività legate al Po e alla sua golena.

24 Giugno 2013