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Martedì 13 Novembre 2018

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CASALMAGGIORE

Casa Zani, Casalmaggiore per la libertà detta le sue condizioni per la donazione

Lettera al sindaco e al Consiglio comunale per "concludere la polemica" e riconoscere "la magnanimità del maestro Zani e il valore culturale del dono". E una proposta al donatore: riduca il vincolo di destinazione d'uso solo a 'Casa della musica e della Cultura'. Si alla gestione ad associazioni o fondazioni

Casa Zani, Casalmaggiore per la libertà detta le sue condizioni per la donazione

CASALMAGGIORE - Un comunicato del gruppo consiliare Casalmaggiore per la libertà per concludere la polemica nata attorno alla donazione di 'Casa Zani'. La lettera firmata dal capogruppo Orlando Ferroni e indirizzata al sindaco, al presidente del Consiglio comunale e a tutti i consiglieri, ha l'intento di chiarire la posizione. "Riconosciuta la magnanimità del maestro Zani e il valore culturale del dono, l'amministrazione comunale, non per ultimo, doveva considerare che la crisi economica che ci vede tutti coinvolti non consente di tralasciare o mettere in secondo piano l'aspetto finanziario. Pertanto 'Casalmaggiore per la libertà' chiede che prima di accettare qualsiasi donazione presente o futura vengano concordate delle linee guida che permettano di ottenere informazioni fedeli, verificabili e neutrali". Quali? "Dovranno essere considerati: 1) I vincoli delle donazioni. Nel caso specifico il documento già protocollato in comune; 2) la corrispondenza del progetto conseguente al vincolo della donazione con le effettive esigenze della comunità; 3) La valutazione dell'impatto economico e, in particolare, l'istituzione di una commissione costituita da tecnici nominati da gruppi consiliari per la stima dei costi da sostenere affinché la struttura diventi operativa; 4) I costi di gestione e di mantenimento dell'immobile; 5) I costi da sostenere per la realizzazione del progetto al fine di ottemperare alle finalità del vincolo della donazione. Questi - a parere del gruppo - i presupposti affinché tutti i consiglieri possano deliberare in piena serenità, senza dubbi e pregiudizi".

Il comunicato è stato presentato ieri mattina nella sala giunta del municipio. "Si tratta di spunti già noti, di considerazioni già fatte in consiglio comunale anche da Carlo Gardani (Listone, ndr) e Filippo Bongiovanni (Lega, ndr). Li abbiamo messi per iscritto per evitare che qualcuno possa manipolare, uso un termine che va di moda, la nostra posizione". Rispondendo ai giornalisti, il capogruppo di minoranza, ha anche definito "ottimale" la proposta dell'ex sindaco Massimo Araldi di affidare la gestione futura della villa a un pool di associazioni culturali e/o di volontariato. "Se venisse affidata a una fondazione ben venga, per noi l'importante è gestire il territorio al costo più basso possibile". Se questo percorso di coinvolgimento e di informazione fosse stato fatto prima? "Magari saremmo rimasti contrari, ma probabilmente non si sarebbe arrivati al livello di contrapposizione che si è verificato. Anzi, colgo l'occasione - ha aggiunto Ferroni - per fare una proposta al maestro: se riducesse un po' il vincolo di destinazione a 'Casa della Musica e della Cultura', permettendo anche qualche altro uso una volta che la Casa fosse nella piena disponibilità del Comune, per noi sarebbe assai più facile dire di sì". Chiedete costi di gestione e mantenimento, ma questi non dipenderanno dall'uso che si farà dell'edificio? Se fosse un utilizzo minimale? "Ci sono dei costi fissi per l'agibilità al pubblico - ha risposto Fabio Ferroni del circolo 'Casalmaggiore per la libertà" - che andrebbero comunque sostenuti. Noi chiediamo solo una valutazione tecnica oggettiva sul tavolo".

Approfondimenti sul giornale in edicola domenica 7 luglio 

06 Luglio 2013

Commenti all'articolo

  • simonetta

    2013/07/09 - 21:09

    Devo esprimere tutta la mia personale indignazione e sgomento. Un tempo l'Italia era povera e contadina, eppure era la terra della musica e della cultura, ammirata da tutto il mondo. Adesso non vuole musica e cultura neanche con un sostanzioso aiuto! Oddio, se proprio musica e cultura sono l'indigesta tassa da pagare per arrivare a"qualche altro uso"... beh allora è più facile dire di sì! Questa non è povertà di mezzi, è solo ignoranza. Poveri noi. Simonetta Angrisani

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