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Mercoledì 26 Settembre 2018

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Viadana

Bike sharing, via anche le selle

In città tre postazioni abbandonate per i turisti che non ci sono

Bike sharing, via anche le selle
Rubate alle biciclette praticamente mai utilizzate
Flop dell’iniziativa costata decine di migliaia di

VIADANA — Il bike sharing, ovvero il posizionamento di biciclette in diversi punti della città da utilizzare con un’apposita carta, si sta rivelando un autentico flop: non solo non si sono praticamente mai incrociati fruitori del servizio ma ora addirittura sono state rubate tutte le selle. In pratica, anche volendo, non sarebbe possibile utilizzare le biciclette. Azione non tanto di ladri quanto di vandali. Un investimento di decine di migliaia di euro provenienti dalla Regione che solo a Viadana vede inutilizzate tre postazioni: piazzale della Libertà, la piccola rotonda di via Aroldi, le scuole superiori di via Vanoni. Se si guarda al rapporto costi-benefici davvero un disastro, soldi gettati dalla finestra si direbbe: ora, come detto, anche le bizzarrie dei vandali che d’estate si scatenano.Un fenomeno non nuovo, per la verità, ma che ora sembra fornire l’esatto quadro del degrado in cui versa l’investimento, una situazione che qualcuno definisce «imbarazzante». 

In particolare, l’angolo di piazzale della Libertà è quasi completamente oscurato dalla presenza di erbacce. Le biciclette dovevano (e dovranno?) servire principalmente per i turisti in giro per Viadana e dintorni ma si sa che i flussi di visitatori sono ancora un fenomeno piuttosto aleatorio.

 Impossibile, infatti, pensare che siano i viadanesi ad usufruire del bike sharing: per tradizione, ogni famiglia possiede non una ma a volte un’intera batteria di biciclette.Stesso esperimento è stato effettuato in tempi più recenti a Sabbioneta dove le due postazioni potrebbero avere un utilizzo più incoraggiante per gli amministratori tenendo conto del movimento turistico legato all’Unesco.Un fatto è certo: a tutt’oggi è perfino difficile reperire dati su quante tessere sono state rilasciate ai ciclisti ‘di giornata’ nel corso degli ultimi anni.

28 Luglio 2013

Commenti all'articolo

  • bike

    2013/07/29 - 15:03

    Il servizio di Bike Sharing, almeno in Italia è una presa in giro. Nella maggior parte dei casi è stato istituito solo per dar spendere dei fondi messi a disposizione dalla Comunità Europea che diversamente sarebbero rimasti inutilizzati ma che risultano essere insufficienti per l'acquisto di mezzi di qualità. Che senso avrebbe condividere un mezzo scadente che non incentiva minimamente a far venir voglia di andare in bicicletta? L'unico bike sharing che avrebbe senso sarebbe quello con biciclette a pedalata assistita di qualità come ad esempio le FLYER. Il servizio è stato proposto inizialmente da "Centro in Bici" con bici dotate di pneumatici pieni come quelle nella foto è stato gradualmente rimpiazzato con quello proposto da "bicincittà" con l'unica differenza di inserire all'interno un appalto per gestire gli spazi pubblicitari nelle migliori postazioni della città. Non si tratta quindi di un servizio per cittadini o per turisti ma semplicemente di una macchina per fare soldi!

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