il network

Giovedì 15 Novembre 2018

Altre notizie da questa sezione

Blog


Cinque per mille: dati dei redditi 2011

Torre la più amata dai cittadini

Donazioni ai Comuni, bene anche a Rivarolo del Re. Casalesi poco sensibili, flop a San Martino del Lago

Torre la più amata dai cittadini
Fondi utilizzati per opere sociali

CASALMAGGIORE — Finalmente i soldi del 5 per mille ai Comuni per le spese sociali. E nel Casalasco i cittadini ‘più fedeli’ al proprio Comune sono quelli di Torre de’ Picenardi. Se è vero che a Casalmaggiore tocca una cifra assoluta più alta rispetto a quella degli altri municipi del territorio, va anche tenuto conto delle dimensioni.E così i 3036 euro che i contribuenti casalesi hanno deciso di devolvere nel 2011 al Comune attraverso il 5 per mille (una scelta fatta da 139 cittadini) sono meno, in proporzione, dei 1095 euro che incassa Torre de’ Picenardi. Così come non sono affatto irrilevanti, se proporzionati al numero di abitanti, i 999 euro che arrivano a Rivarolo del Re. E una spiegazione forse è possibile. Innanzitutto, a Casalmaggiore il Comune vive la ‘concorrenza’ di diverse associazioni di volontariato che possono ottenere il 5 per mille dai cittadini. In secondo luogo, più il centro diventa grande e meno i cittadini possono vedere gli effetti della propria donazione: per questo nei paesi più piccoli in proporzione sono di più i contribuenti che scelgono di destinare il 5 per mille al municipio. 

 

[FIRMA]<MC>CASALMAGGIORE</MC>[/FIRMA] — Finalmente i soldi del 5 per mille ai Comuni per le spese sociali. E nel Casalasco i cittadini ‘più fedeli’ al proprio Comune sono quelli di Torre de’ Picenardi. Se è vero che a Casalmaggiore tocca una cifra assoluta più alta rispetto a quella degli altri municipi del territorio, va anche tenuto conto delle dimensioni.
E così i 3036 euro che i contribuenti casalesi hanno deciso di devolvere nel 2011 al Comune attraverso il 5 per mille (una scelta fatta da 139 cittadini) sono meno, in proporzione, dei 1095 euro che incassa Torre de’ Picenardi. Così come non sono affatto irrilevanti, se proporzionati al numero di abitanti, i 999 euro che arrivano a Rivarolo del Re. E una spiegazione forse è possibile. Innanzitutto, a Casalmaggiore il Comune vive la ‘concorrenza’ di diverse associazioni di volontariato che possono ottenere il 5 per mille dai cittadini (vedi il box sopra). In secondo luogo, più il centro diventa grande e meno i cittadini possono vedere gli effetti della propria donazione: per questo nei paesi più piccoli in proporzione sono di più i contribuenti che scelgono di destinare il 5 per mille al municipio. A dimostrazione di quest’ultimo assunto ci sono i dati del 5 per mille donato a Cremona e Viadana: al capoluogo cremonese arriveranno solamente 12940 euro (447 contribuenti hanno scelto il Comune), e nel centro mantovano che è di poco più grande di Casalmaggiore ne arriveranno solamente 2015 (quindi è andata addirittura peggio di quanto non sia avvenuto nella cittadina casalese). Fanalino di coda nella virtuale classifica dei beneficiari del 5 per mille, per quanto riguarda il Casalasco, è San Martino del Lago che ha ottenuto appena 44 euro da 4 cittadini. Tanti o pochi che siano, comunque, questi soldi sono arrivati in deciso ritardo rispetto agli altri anni. Il Ministero delle Finanze solo nei giorni scorsi ha finalmente reso nota la distribuzione di questi fondi legati ai redditi del 2011 e assegnati ai vari beneficiari addirittura con la dichiarazione dell’estate 2012. Somme che devono per legge essere destinate alle attività in campo sociale gestite dagli enti locali.
È l’associazione Amici dell’ospedale Oglio Po la ‘più brava’ nel raccogliere le donazioni del 5 per mille. Al sodalizio, impegnato nell’acquisto di attrezzature mediche per il presidio sanitario di Vicomoscano, infatti, vanno ben 17093 euro, frutto della scelta di ben 450 cittadini (un’enormità se si pensa che il Comune di Casalmaggiore è stato ‘scelto’ da appena 139 contribuenti). Importante anche la somma ottenuta dall’Andos Oglio Po, l’associazione delle donne operate al seno, pari a 9041 euro (ossia il valore di 362 dichiarazioni dei redditi). 

 

Approfondimento sull'edizione cartacea in edicola giovedì 1 agosto

01 Agosto 2013