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Domenica 16 Dicembre 2018

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Casalmaggiore-Viadana

New Tabor, un progetto per il Congo

Iniziativa di solidarietà internazionale a cura dell'associazione guidata da don Paolo Tonghini

New Tabor, un progetto per il Congo

CASALMAGGIORE-VIADANA - Dall'associazione New Tabor, guidata da don Paolo Tonghini, giunge un aggiornamento su un progetto di solidarietà internazionale in Congo.

"Un'ulteriore incontro di approfondimento è avvenuto a Roma alcuni giorni fà presso il Pontificio Consiglio degli Operatori Sanitari per dare inizio al cammino di cooperazione per progettare nuovi modelli di case da realizzare nella diocesi di Butembu - Beni nel Nord Kiwu, regione  della Repubblica Democratica del Congo (Rdc)", esordisce la nota dell'associazione. "Questo ulteriore progetto di cooperazione internazionale rientra nel più ampio lavoro di collaborazione e di interazione con il Dicastero Vaticano suddetto, sotto la presidenza dell'arcivescovo Zygmunt Zimowski".

Il segretario del Pontificio Consiglio, Mons Jean-Marie Musivi Mupendawatu "ha convocato presso la Città del Vaticano i viadanesi don Paolo Tonghini, presidente dell'Associazione Internazionale NewTabor Onlus attiva con I suoi progetti anche in Africa, precisamente in Congo e in Uganda, Roger Pedrazzini, Christian Manfredi, Paolo Rossin, Rosario Villirillo, Flisi Roberto per fissare i punti, i tempi e I metodi organizzativi".

Il primo passo prevede "l'ospitalità di un ingegnere del luogo, leader nel settore dell'edilizia e sociale,  per studiare insieme ai tecnici e ai costruttori italiani un “concetto di casa” che prevede l'uso del legno presente in Congo. Questo per dare dignità umana e migliorare le condizioni di igiene e di salute degli abitanti del luogo. Successivamente, si procederà alla realizzazione del nuovo prototipo nel territorio africano per poi procedere alla commercializzazione del prodotto".

"Un impegno economico - sociale che la Chiesa desidera proporre al popolo congolose per dare dignità alla persona e alla famiglia. Gli interessati al progetto si ritengono fortunati e soddisfatti di poter partecipare all'impegno progettuale anche perchè i processi di cooperazione e di internazionalizzazione sono passaggi fondamentali per estendere i confini europei e per uscire da questa stagnazione culturale".

31 Luglio 2013