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Domenica 21 Ottobre 2018

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Motta Baluffi

Grande cordoglio per la scomparsa di Dante Barili

Le esequie del 50enne agente di polizia provinciale lunedì 2 settembre alle 17

Grande cordoglio per la scomparsa di Dante Barili

MOTTA BALUFFI — Alle 17 di  lunedì 2 settembre si celebrano i funerali di Dante Barili, scomparso sabato dopo una lunga malattia all’età di 50 anni. Agente della polizia provinciale, Barili lascia la mamma Vera, la moglie Manuela, le figlie Ines e Miriam e gli altri parenti. Grande il cordoglio in paese. 

IL RICORDO DEL SINDACO. "Caro Dante - dice il sindaco Giovanni Vacchelli -, la nostra comunità non dimenticherà mai quando, la vigilia di Santa Lucia, passavi per le vie del paese con un asino, il carretto e tua moglie vestita da Santa: una grande emozione per i nostri bambini ma anche per i grandi. Grazie perché per primo e autonomamente hai creato un sito internet: hai salvato soprannomi, curiosità, vecchie scritte e affreschi sui muri delle cascine … insomma le testimonianze della nostra Civiltà Contadina. Grazie per quanto hai fatto anche per la nostra comunità in veste di appassionatO agente di polizia provinciale. Discreto, silenzioso sereno e sorridente non eri mai fermo, ti si vedeva girare per il paese indaffarato col tuo trattore. Hai voluto tornare per l'ultima volta nella tua "Ca' granda" come chiamavi tu la casa dei tuoi genitori. Hai saputo rimanere con coraggio accanto a tua moglie quando ha combattuto e vinto una malattia cruda e durissima. Lei e le tue figlie hanno fatto altrettanto con te con lo stesso coraggio e lo stesso amore accompagnandoti e tenendoti per mano fino al tuo ultimo respiro. Nessuno della nostra comunità potrà mai dimenticarti".

IL RICORDO DI GIUSEPPE MARCA. "Integerrimo, amante della natura e della sua famiglia che veniva prima di ogni cosa. Un uomo fuori dal tempo, pur essendo un uomo del nostro tempo, lui che aveva creato e gestiva con passione il sito sulla storia di Motta Baluffi, in due lingue, italiano e dialetto di Motta. Fedele e coerente con quello in cui ha sempre creduto ha vissuto in piena onestà intellettuale anche la sua esperienza in consiglio comunale. Ma Dante Barili, per chi ha trascorso la propria giovinezza accanto a lui era Hiky, l’iniziale del gruppo degli Hibas (Hiky, Barabep e Scazzino) oppure Dantac (ed ora Papi per i tuoi), perché con lui non esistevano più i nomi propri, ma solo nomi scherzosi. Sono tantissime le cose che affollano la mente in queste ore, ricordi che si pensava sepolti e che riaffiorano prepotentemente. Le scorribande in vespa le sere d’estate nei paesi vicini a fare gli “egiziani”, i giri in bicicletta, le uscite a Po. Un primo maggio memorabile, allora ragazzi, con le bici a trainare un carretto fino all’isolone con sopra ogni ben di Dio per trascorrere la giornata di festa. Il pollo che alla fine più che arrostito era insabbiato fuori e crudo dentro (ma buono ugualmente, che cuoco Minger). E poi il Gnacus (nome ovviamente made in Dante Barili), originale punto di ritrovo per i giovani, sistemato alla meglio con una vecchia rete (gli elastici) a far da divano, una autoradio con le casse per sentire la musica, il camino. Quante serate splendide trascorse in quel luogo. Dotato di palco, dove gli Hibas hanno tenuto il loro primo concerto mondiale, suonando su cartoni e latte, una chitarrina ed una pianola. E poi la radio, installata nel sottotetto del garage, trasmetteva a ben 5 chilometri di distanza ed ogni giorno si era li a scegliere quali canzone mandare, a fare le dediche per i tre ascoltatori. Che estati. Come quell’anno al ritorno da Pinzolo con la vecchia mini di Luciano, con tappa sul lago d’Idro e poi sul lago di Garda per bagnare le ganasche dei freni (e fare scorta d’acqua per il resto del viaggio). Poi la Manuela, il suo primo unico grande amore con la quale ha “messo su casa” e con la quale ha avuto Ines e Miriam dedicandosi completamente a loro. La casa ovviamente a Motta, a pochi passi dalla “casa madre” che è rimasta il centro del mondo, con l’orto, l’officina e la mamma Vera. La passione per la natura lo aveva portato a lavorare con la Polizia Provinciale, per dare il suo contributo significativo alla tutela del territorio. Dante Barili è stato sottratto all’amore della sua famiglia all’età di 50 anni, ha combattuto con tenacia la malattia ed alla fine ha voluto morire nel letto dove era nato. Ed ora sicuramente ha raggiunto Paolo (Scazzino) ed insieme stanno già cantando la più famosa canzone del gruppo che inizia … I canti, ma canti canti, meru maratumeru, i canti arassaraffaleru arassallfalleru arassaffalà “…, ma vi si chiede una cortesia, non disturbate tutto il Creato ed in particolar modo papà Antonio e Gigi, con il tormentone di makanna, makanna, makana-na-nà! Ciau Dante. Barabep"

01 Settembre 2013