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Lunedì 24 Settembre 2018

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Consiglio comunale di Casalmaggiore

Sì a Casa Zani, ma è stata battaglia

Dopo un vivace dibattito, lunedì sera il punto sulla donazione dell'immobile alla città è stato approvato con l'unico voto contrario dell'esponente di minoranza Orlando Ferroni. A favore anche Lega Nord e Listone

Sì a Casa Zani, ma è stata battaglia

Un momento 'teso' della seduta (foto Osti)

CASALMAGGIORE — Sì a stragrande maggioranza, lunedì sera in Consiglio comunale, alla donazione di Casa Zani, ma non è mancata una nuova ‘battaglia’. E’ stato un ‘uno contro tutti’ del consigliere di minoranza Orlando Ferroni (Casalmaggiore per la libertà), poiché le altre minoranze di Listone e Lega Nord, che pure in passato avevano criticato l’amministrazione guidata da Claudio Silla accusandola di scarsa condivisione, ieri sera hanno votato sì, insieme alla maggioranza, all’accettazione dell’atto di liberalità del maestro Giacomo Zani. 
Il tutto si è concluso con un forte applauso liberatorio, ma in precedenza si sono vissuti momenti di forte tensione. Ha dato fuoco alle polveri Ferroni, con un’interrogazione verbale urgente in apertura di seduta.
Il consigliere chiedeva le scuse per le espressioni usate dai banchi della maggioranza nei suoi confronti nel Consiglio di fine giugno, quando le sue perplessità sull’operazione avevano innescato la reazione del direttore d’orchestra, che aveva ritirato la donazione per poi essere convinto a fare marcia indietro. Il sindaco si è limitato ad auspicare un voto unanime: «Quelle parole furono spese anche sull’ondata emotiva dell’abbandono della sala da parte di Zani. Se lei si è sentito offeso per ciò che è stato detto, forse qualcun altro si è sentito offeso da quello che ha detto lei. Si tratta di chiudere quell’esperienza e di dare un segnale forte non per noi, ma per il futuro della città».
Il presidente del Consiglio comunale Calogero Tascarella si è associato alle parole di Silla: «Guardiamo all’obiettivo». Carlo Gardani, capogruppo del Listone ha dichiarato subito il sì del gruppo «anche se era meglio condividere di più». Quindi una difesa di Ferroni: «Non era d’accordo, ma non mi sembra volesse offendere Zani. Ora, visto che Rotary, Lions, Amici della Musica hanno manifestato interesse a occuparsi della casa, chiedo che si concerti un piano di azione condiviso. La villa si potrà sistemare pian piano nel corso degli anni». 
A quel punto, la discussione ormai avanzata ha imposto di invertire l’ordine del giorno della seduta che prevedeva l’accettazione della donazione solo al punto quattro: è stata anticipata per concludere e andare al voto. Ferroni ha preso subito la parola leggendo considerazioni e proposte e spendendo parole di «encomio» per il gesto di Zani, «nobile e qualificante», ma «l’amministrazione comunale ha l’obbligo di dimostrare l’interesse pubblico di ogni sua scelta, valutandone costi e benefici». 
Quindi l’esposizione dell’articolo 793 del codice civile in materia di donazione modale. Il succo: a parere del consigliere non erano allegate alla delibera consiliare la bozza notarile definitiva dell’atto di cessione, una perizia di valutazione economica del bene, uno studio di fattibilità per definire gli interventi edilizi e strutturali per l’uso pubblico e l’agibilità, un computo metrico e un quadro economico dei costi. Altresì, a suo dire, andava dimostrata la capacità del Comune di sostenere quei costi per tutelare i consiglieri da eventuali accuse di danno erariale. Infine la proposta (con implicita richiesta di rinvio del voto) di «valutare, prima di accettare la donazione, la costituzione di una fondazione-associazione con ricerca di sposor disponibili alla compartecipazione dei costi, ovvero un accordo consortile tra enti e istituzioni culturali e Comuni per una gestione programmata ed entrare in un circuito dell’arte». 
La risposta di Silla è stata categorica: «Non intendo più perdere tempo. Zani ha rilevato metà dell’immobile per 230mila euro per potercelo cedere. Ed è evidente che l’intera villa vale molto di più, oltre un milione di euro. Abbiamo parlato anche troppo. Ferroni si assumerà le sue responsabilità». «Anche lei», la replica. 

Quindi l’intervento dell’assessore Pierluigi Pasotto: «Cosa sarebbero stati il Busi, l’Aradona, la fondazione Genovesi, senza lasciti? Sono amareggiato: l’interesse comune dovrebbe prevalere sulle prese di posizione politiche». Parole sottoscritte da Ermelinda Casali (Listone): «Anche la Casa al Mare e S. Chiara sono state donazioni e sono state ristrutturate a stralci». 

«Ed erano tutte donazioni modali», ha sottolineato il primo cittadino. Marco Gerevini (Lega): «A caval donato non si guarda in bocca, facciamo bene ad accettare, conosco Zani e so che ha donato la casa con tutto il cuore». Anche l’assessore Ettore Gialdi ha speso parole di ammirazione per il maestro. Ma Ferroni è andato avanti: «Siamo contrari perché non si è nella perfetta legalità e perché in questo momento, con la gente che non ha lavoro, noi, appena alzata la mano per dire sì, spenderemo subito 60mila euro. Dovremmo aiutare chi ha bisogno, non fare ascoltare loro musica». L’ultima replica a Silla: «I 60mila euro sono una panzana colossale. Comunque da 400mila siamo scesi a 60. Basta con le ‘piroette’, è il momento di votare».

30 Settembre 2013