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Mercoledì 19 Settembre 2018

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Una fondazione per Casa Zani?

L'avvocato Paolo Antonini illustra la sua proposta. "Si potrebbe ipotizzare una forma di gestione “leggera” con un organismo gestorio composto da non più di quattro cinque persone con un curriculum importante nel mondo della cultura"

Una fondazione per Casa Zani?

Paolo Antonini

CASALMAGGIORE - Per dare un contributo al dibattito in corso, l'avvocato Paolo Antonini ha provato a ipotizzare la costituzione di una fondazione per la gestione della donazione di Casa Zani. Donazione che lunedì sera è stata formalmente accettata dal consiglio comunale, con l'unico voto contrario del consigliere di minoranza Orlando Ferroni. Di seguito l'intervento integrale del legale casalese.

Una fondazione per Casa Zani?

La donazione di Casa Zani potrebbe essere l’occasione per costituire una “Fondazione Casa Zani” che divenga il fulcro del progetto culturale di “Casa della Musica”, magari comprensivo della gestione delle attività  musicali operanti in città ( “International Festival” “Estudiantina”).

Patrimonio, oggetto sociale, e organizzazione sono i punti nodali della costituenda Fondazione.

Una fondazione è prima di tutto un patrimonio vincolato al perseguimento di uno scopo e, pertanto, quest'ultimo  dovrà essere ben chiaro e definito.

Il patrimonio è un elemento necessario per la costituzione della fondazione, si tratta di una immobilizzazione di risorse economiche, con il vantaggio di un puntuale controllo, infatti,  il legislatore si è preoccupato di garantire che tali risorse vengano utilizzate efficacemente ed efficientemente a beneficio della collettività.

E' per queste ragioni che l'autorità preposta al riconoscimento giuridico della fondazione é legittimata a richiedere un patrimonio minimo, tale da consentire l'effettiva possibilità di raggiungere lo scopo.

La previsione di un oggetto statutario è indubbiamente utile per  fornire alcune linea-guida agli amministratori circa le strade che il fondatore intendeva seguire per raggiungere le mete prefissate, vietare agli amministratori alcuni tipi di attività ritenuti dal fondatore inadeguati allo scopo o alla fondazione in quanto ente senza scopo di lucro;  obbligare gli amministratori ad intraprendere specifiche attività (ad esempio l'erogazione di borse di studio), lasciandoli liberi di iniziare altre attività non espressamente vietate dallo statuto.

Si potrebbe ipotizzare  una forma  di gestione “leggera” con un organismo gestorio composto da non più di quattro cinque persone con un curriculum importante nel mondo della cultura, anche sovralocale, con mandato gratuito, di durata  breve, con obbligo di presentazione dei programmi e dei bilanci al consiglio comunale a cadenza annuale (presentazione e non approvazione, stante l’autonomia  della fondazione), con nomina  della maggioranza dei membri da parte del sindaco e una minoranza di nomina del benefattore e di enti pubblici e privati disponibili a dare contributi significativi al progetto (immagino a industriali mecenati e istituti di credito).  Si pensi anche ai  benefici fiscali che hanno i mecenati privati o corporate che decidano di sostenere una fondazione.  La fondazione avrebbe il vantaggio quindi,  di poter agevolmente stipulare convenzioni e project financing con enti e istituzioni così da gestire eventuali sponsorizzazioni e contributi o stipulare “contratti di rete” con altri soggetti pubblici e privati.

La fondazione, una volta riconosciuta,  offre agevolazioni fiscali e gode di un regime di tassazione agevolato.

Nel settore della cultura,occorre rifarsi al Decreto Legislativo 460/97. Nella prima parte del decreto, è disciplinato l'ente non commerciale a tassazione agevolata;nella seconda parte, viene delineato il tipo fiscale ONLUS. Over ne ricorrano i presupposti, la qualificazione ONLUS della Fondazione offre maggiori vantaggi, ma occorre che siano esistenti in concreto i parametri dettati dal decreto sul tema ( Art. 10 DLGS 460/97 )"Sono organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) le associazioni, i comitati, le fondazioni, le società cooperative e gli altri enti di carattere privato, con o senza personalità giuridica, i cui statuti o atti costitutivi, redatti nella forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata, prevedono attività di: istruzione; formazione; tutela, promozione e valorizzazione delle cose d'interesse artistico e storico …”

Non va dimenticato che alle attività di promozione della cultura e dell'arte  svolte dalle fondazioni sono riconosciuti apporti economici da parte dell'amministrazione centrale dello Stato.

Una volta costituita e funzionante la “Fondazione Casa Zani” potrebbe divenire La Fondazione di Partecipazione: un istituto giuridico di diritto privato che costituisce il nuovo modello italiano di gestione di iniziative nel campo culturale e non profit in genere. E’ un istituto senza scopo di lucro, al quale si può aderire apportando denaro, beni materiali o immateriali, professionalità o servizi. All’interno di questo strumento giuridico è possibile prevedere diverse categorie di fondatori e partecipanti anche successivi alla costituzione, i quali, riuniti nel Collegio dei Partecipanti, nominano i propri rappresentanti negli organi direttivi; ciò permette a chi decide di partecipare alla Fondazione di controllare in via diretta come viene utilizzato il contributo e di collaborare attivamente alla realizzazione degli scopi istituzionali, portando in dote alla fondazione le proprie capacità gestionali. Questa struttura aperta, molto in uso nei paesi europei e in America,  permette da un lato una fattiva collaborazione all’interno dello stesso istituto di soggetti pubblici e privati e dall’altro l’aggregarsi di privati cittadini che diventano ‘soci’ della Fondazione e come tali sono dalla stessa considerati. Questa partecipazione potrebbe essere definita come una sorta di “azionariato diffuso culturale”, che garantisce diritti e stabilità.

Ma questo, potrebbe essere, come si suol dire, il secondo tempo…

Mi auguro di aver contribuito ad uno stimolo del dibattito su questo argomento.

Avv. Paolo Antonini

 

02 Ottobre 2013