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Giovedì 15 Novembre 2018

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Treni e disagi

I pendolari: 'Odissea quotidiana'

Ennesima protesta di studenti e lavoratori per la linea Cremona-Mantova. 'Convogli soppressi, carenza di carrozze, ritardi. Condizioni intollerabili. Rimborsateci'

I pendolari: 'Odissea quotidiana'

Studenti in attesa del treno a Cremona

Sono principalmente studenti, ma ci sono anche lavoratori, esasperati per le condizioni in cui sono costretti a viaggiare spesso lungo la linea ferroviaria Cremona-Mantova tra ritardi, cancellazioni, situazioni di disagio e fastidi. Gli episodi che vedono loro malgrado protagonisti i pendolari della zona piadenese e torrigiana sono parecchi: «Venerdì, ad esempio — racconta uno studente di Torre de’ Picenardi —, siamo saliti sul treno delle 14.15 a Cremona, ma non si partiva e ci hanno fatti scendere tutti, dicendoci che c’era un guasto al treno. In effetti le porte non si aprivano. A proposito di ciò, un ragazzo le ha pure forzate, rischiando una multa di 516 euro, revocata poi grazie all’arrivo della polizia. Successivamente hanno annunciato che il treno successivo sarebbe partito dopo circa mezz’ora».

In realtà le porte di quel treno non si sono mai aperte. «Il treno è partito con a bordo esclusivamente i controllori ed il personale Trenord. Siamo arrivati a casa alle 16.30 circa con un altro treno, essendo usciti da scuola alcuni alle 13, altri alle 13.30 e così via». Tre ore mezza di tempo per ‘coprire’ meno di 30 chilometri. Sabato mattina invece il treno delle 6.59 è stato soppresso «per l’ennesima volta», costringendo i genitori (almeno, chi poteva) a mobilitarsi per portare i loro figli in città. I ragazzi ricordano poi che «una volta c’era un treno che partiva alle 13.40 da Cremona, ma lo hanno tolto definitivamente perché era quasi sempre vuoto, visto che molti studenti uscivano da scuola alle 14. Hanno così messo a disposizione un pullman che effettua le stesse fermate del treno, nei medesimi paesi. Siccome però la vecchia riforma è finita si esce sempre prima. Infatti spesso mandano un pullman che porta pochissime persone. Chi non riesce a salire è costretto a prendere il treno delle 14.15. E comunque questo pullman è sempre in ritardo». L’anno scolastico è iniziato da poco, insomma, e già la sopportazione è a livelli di guardia. 

«All’inizio dell’anno il treno delle 12.09 era solo a due vagoni e c’era gente che si arrampicava per salire, entrando anche dai finestrini. Un pasticcio e tutti in piedi come sardinne».I pendolari allargano le braccia: «Siamo stufi, basta, non ne possiamo davvero più. Non sappiamo più cosa fare, desideriamo un rimborso, ci rivolgeremo a tutti gli enti competenti possibili. Abbiamo già inviato e-mail, lettere di carta, fax a Trenitalia e Trenord senza ottenere, finora, alcuna risposta».

06 Ottobre 2013