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Mercoledì 14 Novembre 2018

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Martignana Po

Rapina alla Cassa Padana, il racconto della cassiera

In Tribunale il processo a carico degli autori del colpo. Sentenza attesa per il 26 novembre

Rapina alla Cassa Padana, il racconto della cassiera

I carabinieri davanti alla Cassa Padana subito dopo la rapina del 19 luglio 2004

MARTIGNANA PO - Sarà emessa il prossimo 26 novembre la sentenza del processo a carico degli imputati siciliani accusati della rapina avvenuta alla Cassa Padana di Martignana Po il 19 luglio del 2004. Un colpo che fruttò un bottino da 105.000 euro. Alla sbarra Domenico Albanese e Angelo Pedalino, accusati di essere entrati nell'istituto di credito, e Francesco Gianmarinaro, ritenuto il complice in attesa all’esterno, su un camion.

Nella mattinata di martedì in aula è stata ascoltata la dipendente che si è vista entrare i rapinatori mentre stava lavorando. La donna ha spiegato che uno della banda era saltato sul bancone prima di manifestare i suoi propositi. “Stai calma, non succede niente". Per poi chiedere subito dove fossero i soldi. La testimone ha detto di essere andata in confusione e ha comunque spiegato che l'uomo in questione aveva una quarantina di  anni ed era alto circa 1 metro e 70, italiano, con pochi capelli. Parlava con un accento meridionale. Il secondo uomo era, secondo il suo racconto, più magro e forse più alto. 

Sentito anche un altro teste, un cliente che nel momento in cui si stava concludendo la rapina stava per entrare in banca. L'uomo ha detto di aver visto un individuo uscire in modo trafelato, per poi prendere una bicicletta parcheggiata e allontanarsi in tutta fretta. Il cliente ha aggiunto di aver visto la cassiera all'interno degli uffici che piangeva.

Il processo è nato in base al racconto di Gianmarinaro, che aveva dichiarato al pm di aver preso parte alla rapina. Il 26 novembre Gianmarinaro sarà ascoltato, prima della camera di consiglio.

LA RICOSTRUZIONE DELLA RAPINA

La rapina era avvenuta poco dopo le 15. Due uomini erano entrati nella banca poco prima che chiudesse e si erano fatti consegnare i soldi. Dopodichè si erano allontanati a bordo di due biciclette che i carabinieri hanno rinvenuto nelle vicinanze dell’istituto di credito. Una volta abbandonate le due ruote, però, i malviventi avrebbero lasciato Martignana a bordo di un camion con rimorchio. Almeno questo è il racconto di alcune persone che hanno notato due uomini correre in direzione del mezzo pesante e, solo dopo aver saputo della rapina, hanno collegato i due episodi. Per entrare in azione i due rapinatori hanno aspettato che all’interno della filiale vi fosse solo un'’impiegata. I due erano entrati a volto scoperto.

LE ACCUSE

Il 2 dicembre 2006 'La Provincia' diede la notizia che i tre imputati, già in carcere da maggio 2006 per associazione a delinquere finalizzata alla rapina, in quanto considerati autori di tre colpi, Francesco Gianmarinaro, 43 anni, originario di Trapani, e i palermitani Giovanni Tripoli, 35enne, Domenico Albanese, 47 anni, Angelo Pedalino, 40 anni, erano accusati di aver compiuto anche due rapine nel Casalasco oltre che in altre località. Gli ‘assalti’ furono messi a segno il 19 luglio 2004 ai danni della filiale di Martignana Po della Cassa Padana (oltre 100mila euro il bottino) e il 14 settembre 2005 nei confronti della filiale della Banca Agricola Mantovana di via Porzio 57 a Casalmaggiore (10mila euro). Alla lista dei quattro, tutti già arrestati per prevenire il rischio di fuga e di reiterazione del reato, si aggiunge poi L.P., 32enne di Palermo che, già indagato, ha visto aggravarsi la propria posizione, tanto che l’autorità giudiziaria ha ritenuto opportune disporne la custodia cautelare in carcere. Tutti devono rispondere dell’accusa di un totale di 9 rapine effettuate ed una tentata in istituti di credito e uffici postali, per un totale di quasi 250.000 euro di bottino. Particolare la loro tecnica: dopo le azioni criminali, si nascondevano in un Tir lasciato nei paraggi, in modo che le acque si calmassero, per poi scappare indisturbati. A questo risultato d’indagine sono giunti i carabinieri di Massa, in Toscana, con la seconda parte dell’operazione ‘Trojan Horse’ (Cavallo di Troia). I carabinieri di Massa, in collaborazione con i comandi dell'’Arma di altre province, compreso quello di Casalmaggiore, hanno effettuato un accurato lavoro di confronto delle prove, di analisi delle riprese effettuate dai sistemi di video sorveglianza degli istituti di credito rapinati, di analisi delle dichiarazioni rese dai testimoni, e hanno scoperto che l’organizzazione ha compiuto diversi episodi criminosi consumati tra il 2002 ed il 2006 fra Toscana, Levante ligure, Emilia-Romagna e bassa Lombardia. Ad esempio alla filiale di Fucecchio (Firenze) della Banca popolare di Lajatico il 16 luglio 2004, alla Cassa di Risparmio di Padova il 19 luglio 2004, oltre alle banche di Martignana e Casalmaggiore e alla tentata rapina all’ufficio postale di Modena San Damaso del dicembre 2005. Una cellula dell'’organizzazione, unendosi ad un altro gruppo criminale, avrebbe anche portato a termine, nel febbraio scorso, altre due rapine in provincia di Genova ai danni delle filiali della Banca Popolare Italiana di Sestri e di Nervi.

08 Ottobre 2013