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Casalmaggiore

Dopo gli orti sociali, ecco quelli aziendali

Progetto del Consorzio Casalasco Servizi Sociali per dare un lavoro a chi non ce l'ha

Dopo gli orti sociali, ecco quelli aziendali

Un'area destinata dal Comune agli orti sociali (foto Osti)

CASALMAGGIORE — Utilizzare aree pubbliche e private per realizzare orti sociali e ‘aziendali’ coltivati da persone in cerca di lavoro, per una loro fragilità o perché l’hanno perso. In estrema sintesi, questa è una delle finalità principali di ‘Legami di terra - Paesaggio coltivato: welfare nel Casalasco’, un progetto sperimentale che vede come capofila il Consorzio Casalasco Servizi Sociali e partner il Comune di Casalmaggiore, il Comune di Scandolara Ravara, la Fondazione Santa Chiara, il Gal Oglio Po, il Parco Oglio Sud e la cooperativa sociale agricola Moby Dick. «Lo abbiamo presentato venerdì», spiega Katja Avanzini, direttore del Concass, «sul bando della Fondazione comunitaria di Cremona ‘Emblematici minori’».

«In totale avremo a disposizione 4000 metri quadrati: 3250 dal Comune di Casalmaggiore e il resto da quello di Scandolara Ravara. I proventi andranno alle famiglie aiutate dalla ‘Rete’». A queste superfici saranno da aggiungere quelle ‘aziendali’: «Ad esempio 1000 metri quadrati messi a disposizione, per i propri ospiti, da ‘Casa Paola’ di Rivarolo del Re. I proventi resteranno a loro. Un altro orto, di 500 metri quadrati, sarà realizzato dalla cooperativa ‘Gardenia’ di Camminata».

In vista anche corsi per imparare a coltivare la terra ed attività nelle scuole.

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02 Febbraio 2014