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Domenica 19 Novembre 2017

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Casalmaggiore 'Città del Bijou', ora è ufficiale

Tutti d'accordo sull'intitolazione. Grazie trasversale agli 'Amici del Museo' per aver salvato un patrimonio

Casalmaggiore 'Città del Bijou', ora è ufficiale

L'intervento di Paolo Zani in consiglio comunale (foto Osti)

CASALMAGGIORE — Dalle 21.54 di lunedì 10 febbraio, con la votazione unanime del Consiglio comunale sull’apposito ordine del giorno, Casalmaggiore si è auto-proclamata ‘Città del Bijou’. Intitolazione fatta in casa, è vero, ma che poggia su solide, anzi, solidissime, basi di realtà. Sin da quel 1882, anno in cui Giulio Galluzzi produsse la prima lastra di metallo placcato oro. L’unanimità — che segue di tre d’anni quella della proclamazione a ‘Città del Canottaggio’ — ha riempito di gioia e, diciamolo pure, commosso, il presidente degli ‘Amici del Museo del Bijou’ Paolo Zani, l’altro componente dell’associazione Miro Lanzoni (presenti a rappresentare tutto quel gruppo di volontari, compreso il compianto ex curatore del museo Francesco Zaffanella,  che nel 1986 letteralmente salvarono il patrimonio del ‘Fabbricone’ dall’essere disperso) e l’attuale conservatore del museo Letizia Frigerio

Nomi che lunedì sera sono stati evocati a ripetizione nei diversi interventi, tutti tesi a rendere merito e a ringraziare per l’opera di salvaguardia del passato e per le iniziative che, oggi, rendono vivo il museo, «un unicum a livello italiano e non solo», come hanno ricordato il sindaco Claudio Silla, l’assessore alla Cultura Ettore Gialdi, il consigliere delegato al Turismo Enrico Valenti, l’assessore Pierluigi Pasotto, i consiglieri di minoranza, in rappresentanza dei tre gruppi, Orlando Ferroni, Filippo Bongiovanni e Carlo Gardani

Il grazie corale si è esteso al Lions Club Casalmaggiore che, in occasione del proprio quarantennale «ha espresso la volontà di donare al Comune — ha sottolineato Silla — una scultura di Brunivo Buttarelli (rappresentante una spilla della sterminata produzione delle Fabbriche Riunite Placcato Oro, ndr), da installare sulla rotatoria dell’Asolana all’incrocio con via Roma, quale  biglietto da visita della nostra città, a rappresentare l’eccellenza di questa pagina di storia».

Zani  ha anticipato la prossima mostra sui bijou da uomo di Calestani, produttore moderno e pronipote del casalese Lucedio Calestani: «Oggi — ha concluso tra gli applausi — si realizza il sogno del dottor Zaffanella. Pensavamo a una semplice bacheca, guardate cosa abbiamo combinato».

Leggi di più su La Provincia di martedì 11 febbraio

11 Febbraio 2014