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Sabato 20 Aprile 2019

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Casalmaggiore

Avis, grido d'allarme contro la burocrazia

Lanciato un appello alle nuove generazioni: i donatori sono in calo di 31 unità rispetto alla fine del 2012

Avis, grido d'allarme contro la burocrazia

CASALMAGGIORE - Burocrazia asfissiante e invecchiamento dei donatori sono i due punti deboli emersi domenica mattina durante la 63esima assemblea ordinaria della sezione Avis. L’incontro, come sempre avviene quando non si tratta di occasioni elettive, ha visto una scarsa partecipazione, ma ha fatto emergere contenuti e ‘sfoghi’ importanti. Nella relazione del presidente Fernanda Somenzi, letta dal vicepresidente Stefano Assandri, sono emerse le difficoltà a cui i collaboratori vanno incontro nello svolgimento della vita associativa a causa della “burocrazia sempre più presente e pressante nel campo del volontariato. Qualche anno fa ci hanno chiesto di attuare il sistema di qualità, la famosa Iso 2000, pena la chiusura della nostra unità di raccolta. Non ci siamo scoraggiati: armati di tanta buona volontà abbiamo applicato la normativa”. Ora, ha continuato Assandri, “ci viene chiesto, in nome del fatto che il sangue deve circolare in tutta l’Unione Europea, l’accreditamento. Cioè le unità di raccolta vengono paragonate o meglio assimilate a tutti quegli ospedali privati in cui un cittadino può attingere quando la struttura pubblica non è in grado di erogare una prestazione sanitaria. Allora viene spontaneo farci alcune domande: il volontariato potrà sopravvivere? Chi vuole appropriarsi delle funzioni del volontariato e a che scopo? Esiste un disegno che non è ancora a nostra conoscenza? Un pensiero è che ci sia un disegno o impegno per affossare il volontariato ai soli fini speculativi, nascondendosi dietro l’egida di norme europee”. Comunque, “non ci sottrarremo a quanto richiesto e anzi, con spirito di sacrificio, faremo in modo di essere i primi a che la nostra unità di raccolta venga riconosciuta”. 

Nella relazione sanitaria di Annamaria Bini, Primo Monti e Ivano Benasi è emerso che i donatori al 31 dicembre 2013 erano 1195, ossìa 31 in meno dell’anno precedente. Ma le donazioni complessive sono oltre 109mila. Permane “una grave sofferenza” nella fascia di età tra i 18 e i 30 anni. Questo fatto, unito all’invecchiamento sia dei donatori che dei collaboratori, ha fatto lanciare un grido d’allarme “affinchè tutti gli avisini si diano da fare nella propaganda fondata sul passaparola”. Un’altra azione sarà la valorizzazione della donazione del plasma. Il revisore dei conti Eugenio Negri ha certificato un bilancio ottimo. Altra notizia positiva: con il 2013 la sezione ha finito di pagare le rate del mutuo per la sede.

23 Febbraio 2014