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Sabato a Goito i funerali degli amici motociclisti

La tragedia martedì pomeriggio sulla Strada Provinciale 64. Le vittime, in sella ad una Yamaha, hanno 'scartato' il passaggio a livello con le semibarriere abbassate

Sabato a Goito i funerali degli amici motociclisti

La scena della tragedia e le vittime Falchetti e Berardinelli (foto Osti)

BOZZOLO - E' giunto mercoledì pomeriggio il nulla osta per la sepoltura di Riccardo Falchetti, 42 anni e Cristian Berardinelli, 35 anni, il primo operaio alla Marcegaglia di Gazoldo degli Ippoliti e il secondo artigiano, entrambi di Goito, morti martedì pomeriggio travolti dal treno mentre erano in sella ad una moto Yamaha FZ1. Le salme si trovano nella camera mortuaria dell'ospedale Carlo Poma di Mantova e i funerali verranno celebrati sabato a Goito. Il mezzo era condotto da Falchetti che ha avuto l'imprudenza di attraversare la ferrovia con le semibarriere abbassate proprio nel momento in cui passava il treno diretto verso Mantova. I due amici avevano passato il pomeriggio a Bozzolo a trovare Claudio Cozzani, collega di Falchetti e dunque si erano appena messi in sella alla moto.

Intanto la Polfer di Mantova, tramite il comandante Eros Bertazzoni, precisa che “nessun passeggero (circa 80 quelli presenti, nda) è fatto scendere dal treno. Solo dopo il nulla osta del magistrato il convoglio è stato spostato alla stazione di Bozzolo dove i passeggeri sono saliti sugli autobus sostitutivi”. La dinamica è stata chiara fin da subito e le indagini proseguite ieri, coordinate dal sostituto procuratore Silvia Bertuzzi, hanno confermato che tutti i meccanismi di segnalazione erano in funzione e l'incidente è avvenuto per una tragica ed evitabile imprudenza.

LA TRAGEDIA

Gravissimo incidente ferroviario, alle 16 di martedì 25 febbraio, a Bozzolo. Due persone a bordo di una moto, una Yahama FZ1, sono state travolte da un treno mentre stavano attraversando il passaggio a livello di Strada Tezzoglio, sulla strada provinciale 64. Entrambi gli occupanti del mezzo sono morti sul colpo. Il passaggio a livello è regolato da semibarriere che in quel momento erano abbassate. Il treno 2655 viaggiava da Milano verso Mantova. Le due vittime sono Riccardo Falchetti, operaio, 42 anni, proprietario del veicolo ed alla guida e Cristian Berardinelli, 35 anni; entrambi sono residenti a Goito (Mantova). Il lavoro delle forze dell'ordine è stato reso particolarmente difficile dalle condizioni in cui si sono presentati i due corpi, straziati dallo spaventoso impatto.

Devastante la violenza dell’urto: il casco di una delle vittime è stato ritrovato ad un centinaio di metri dal sinistro e il telaio della moto, che si è spezzata in due parti, è finito in un fosso. La scena è stata vissuta in diretta anche da alcuni automobilisti fermi al passaggio a livello, letteralmente impietriti per quanto capitato davanti ai loro occhi.

Sul posto si erano portati un'ambulanza della Croce Verde di Bozzolo, l'automedica dell'ospedale Oglio Po e l'elisoccorso da Verona. Per le indagini la Polfer di Mantova e i carabinieri di Bozzolo guidati da Gianpaolo Bosi, poco dopo sul posto della tragedia è giunto anche il comandate della compagnia dei carabinieri di Viadana Antonino Chiofalo. Le salme sono state recuperate dalle onoranze funebri Gusberti di Marcaria.

Disagi sulla linea tra Milano-Cremona-Mantova. "In seguito all'incidente - si legge in una nota inviata poco fa da Trenord -  la circolazione ferroviaria è stata sospesa tra Piadena e Marcaria a seguito dell’investimento mortale di due persone che, a bordo di una moto, hanno attraversato un passaggio a livello – con le sbarre regolarmente chiuse – proprio mentre stava sopraggiungendo il treno 2655 (Milano Centrale 14.20-Mantova 16.10). Tra le stazioni di Piadena e Marcaria è attivo un servizio di autobus sostitutivi".

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27 Febbraio 2014

Commenti all'articolo

  • Arcangela

    2014/02/26 - 14:02

    Per quanto quello che hanno fatto sia semplicemente folle, resto sembre basita di fronte ad 8 persone che premono il tasto "gioia" di fronte alla morte tragica di due persone. Avrebbero meritato una grande multa, il ritiro della patente, di andare in bicicletta a vita, tutto quello che si vuole insomma, ma non di morire lasciando famigliari straziati e qualcuno che ne è felice. Nemmeno le bestie arrivano a tanto, e nemmeno per "provocazione" si può giocare con la disperazione degli altri.

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