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E' allarme 'NekNomination'

La catena di S. Antonio alcolica su Facebook dilaga nel Casalasco. La testimonianza di un genitore

E' allarme 'NekNomination'

CASALMAGGIORE — La sfida alcolica dei ‘social network’ è arrivata anche a Casalmaggiore e nel Casalasco. La cosiddetta ‘NekNomination’ dilaga ormai anche tra i nostri giovani e, cosa preoccupante, non risparmia neppure i primi adolescenti, quelli sui 14-15 anni. Il gioco, dall’Australia, rimbalza su Facebook da qualche mese. Si tratta di una specie di dannosa catena di Sant’Antonio che coinvolge giovani e giovanissimi e li sfida a bere alcol. Il meccanismo? Un ragazzo ‘nominato’ deve filmare se stesso mentre manda giù una bevanda — birra, vino, superalcolico — e ‘postare’ (pubblicare, ndr) poi il video sul suo profilo. Se non lo fa, deve pagare da bere a chi lo ha nominato. Se la catena prosegue, chi ha bevuto e postato il proprio video deve a sua volta nominare tre ‘amici’. E così si va avanti.

A lanciare l’allarme è un genitore di Casalmaggiore: «Ho un figlio di 14 anni e, dato che ho accesso al suo profilo Facebook (il controllo dei genitori sui profili dei minorenni è quanto mai opportuno, per quanto possa apparire ‘antipatico’), ho notato tra i suoi contatti, specialmente dallo scorso fine settimana a ieri, il proliferare di questo ‘fenomeno’ che coinvolge ragazzi e anche ragazze. La situazione — prosegue il nostro interlocutore — è effettivamente forzata: si vede, infatti, che per i giovani bere d’un fiato una bottiglia di birra è uno sforzo notevole».

Il gioco, peraltro, è già costato caro ad alcuni adolescenti europei, che sono finiti in coma etilico per dimostrare di essere pronti a raccogliere la sfida ed essere così all’altezza dei coetanei che li hanno nominati, specialmente se questi ultimi sono più ‘grandi’. «I video sono quasi tutti girati — continua il genitore — in situazioni domestiche, tra le mura di casa, ma, cosa grave, ho visto anche delle immagini girate a tutta evidenza, anche se erano piuttosto buie, in un locale pubblico». 

Per fortuna c’è chi non esita a ‘spezzare’ la catena: «Mio figlio non è caduto nella spirale. Abbiamo anche parlato della cosa. E’ bene però che i genitori sappiano che rischi si corrono. Comunque ho notato, cosa positiva, che qualche filmato dopo alcuni giorni è stato tolto». In rete, poi, sta girando il video di un ragazzo che beve un’aranciata dicendo che non vuole farsi tirare dentro stupidaggini di alcun tipo. 

Ed è già un culto un altro filmato girato da uno studente che mischia diversi tipi di acqua da bottiglie differenti: «Ecco il mio cocktail da sballo», dice poi bevendo. C’è anche chi si è fatto riprendere davanti a una tazza di latte, impegnato a inzuppare i suoi biscotti preferiti. Il richiamo del papà casalese, comunque, resta importante. Altrove  madri e padri hanno fatto fronte comune per rompere un meccanismo più grande di qualsiasi adolescente attraverso il dialogo con i figli ma anche chiedendo l’aiuto delle scuole e delle istituzioni.

13 Marzo 2014