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Giovedì 14 Dicembre 2017

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Le recensioni degli studenti: "La vedova allegra"

Le recensioni degli studenti della "Vedova allegra"

CREMONA - Ecco le recensioni degli studenti della "Vedova allegra"

LAURA LANFRANCHI - 2^ S GHISLERI - Cremona, Teatro Amilcare Ponchielli, 26 dicembre 2016 “La vedova allegra”, operetta nata nei primi anni del secolo scorso dal connubio del lavoro dei librettisti Victor Léon e Leo Stein con la musica di Franz Lehár, è stata rappresentata con successo per più di cento anni e, ancora oggi, grazie alla sua trama piacevole e a un perfetto equilibro tra parti cantate, recitate e danzate, piace al pubblico di ogni età. Corrado Abbati, che calca il palcoscenico del Ponchielli ormai da tempo, in qualità sia di regista che di attore, è ritenuto una garanzia per chi ha prenotato un posto a teatro per questo spettacolo. Infatti, fin dalle prime battute, si ha la conferma della sua professionalità; il suo ingresso sul palco è subito accolto con un caloroso applauso e Njegus, il personaggio che interpreta, con il suo francese maccheronico infarcito di termini dialettali cremonesi, rende ancor più divertenti le scene. Per tutta la rappresentazione si respira un’atmosfera coinvolgente, arricchita dalle coreografie di Giada Bardelli e dai costumi sfavillanti ed eloquenti di Artemio Cabassi, adatti nella loro eleganza a rappresentare le diverse situazioni; il ricevimento all’ambasciata, la festa in costumi tradizionali della piccola nazione balcanica e il parco di Anna trasformato nel famoso Maxim. La trama prevede un susseguirsi di sospetti ed equivoci di natura amorosa che, come vuole la tradizione dell’operetta, finiranno per risolversi in un lieto fine. L’intera compagnia, magistralmente diretta, ha saputo rappresentare al meglio questo lavoro teatrale; i protagonisti, con le loro splendide voci, hanno ben interpretato le parti cantate, sopperendo ad una non sempre perfetta sincronia dei movimenti nei ruoli maschili delle parti danzate. Dalla platea fino al loggione si sentivano gli apprezzamenti del pubblico che, al termine della rappresentazione, con prolungati e meritatissimi applausi, invitava la compagnia a cantare ancora una volta il ritornello della famosa marcetta “È scabroso le donne studiar!” e faticava a lasciare il teatro anche a sipario chiuso.

11 Gennaio 2017